Vito Lisco: il visionario che 20 anni fa ha aperto il primo birrificio artigianale in Puglia

Pubblicato il: 2 novembre 2020

Vito Lisco: il visionario che 20 anni fa ha aperto il primo birrificio artigianale in Puglia

Passionale, visionario, preparato. La dote di leggere il futuro, prevedere quello che sarà, facendo qualcosa di bello, faticoso sì, ma sempre divertendosi. Scegli un lavoro che ami e non lavorerai nemmeno un giorno della tua vita, così sosteneva Confucio. E lui ha seguito questo motto fino in fondo, rinunciando a una comoda ma forse monotona vita da consulente informatico, per anticipare i tempi e dare vita al suo sogno: il Birrificio Svevo, il primo birrificio artigianale della Regione, ed uno dei primissimi al Sud. Oggi ci caleremo nel suo mondo luppoloso, ci faremo raccontare passato, presente e futuro, divertendoci, a spasso nel tempo, nei tempi di chi ha la capacità di prevederli. Buon viaggio.

Ciao Vito, e grazie per averci accolti. Quest’anno festeggi il ventennale del Birrificio Svevo ma, se non erro, anche del matrimonio con Claudia, tua moglie e collaboratrice.
A onor del vero eravamo già sposati da un anno. Quando abbiamo aperto l’azienda lei era incinta.

Come prese la tua volontà di cambiare vita e dare un corpo al tuo progetto?
Quando ho deciso di mollare il mio posto di consulente informatico per gettarmi in una avventura mai provata da nessuno, nemmeno lei ha posto ostacoli sul mio cammino o ha cercato di frenarmi, anzi. Così come le mia famiglia, tutti hanno compreso quanto la mia voglia di autonomia fosse autentica.

Penso che Claudia sia diventata insostituibile.
Imprescindibile. E’ una partner a tutto tondo. Ho sempre lavorato con mia moglie, essendoci sposati l’anno prima dell’apertura del birrificio, siamo diventati un tutt’uno. Ho sempre trovato lei alla fine del mio braccio, così come lei ha trovato me. Si tratta di completarsi, a volte, semplicemente con uno sguardo o con un brivido nel cuore.

La prima sede della vostra azienda era a Bari, quartiere San Pasquale, in via Catromediano. Quando vi siete trasferiti nella cittadina di Modugno?
Rimanemmo in via Castromediano fino al 2013. Ci Spostammo perché necessitavamo di spazi maggiori. Eravamo cresciuti enormemente come quantità e qualità, sentivamo finalmente che i nostri sforzi, i sacrifici erano stati ripagati, il progetto era diventato solido e poteva ambire a un ulteriore balzo in avanti.

Ennesimo balzo, e ultimo in ordine di tempo, l’apertura della birreria a Bari vecchia.
Una location suggestiva, presso l’arco delle meraviglie, l’arco degli innamorati. Lì abbiamo occasione di far provare i nostri prodotti abbinandoli a patti della tradizione eseguiti con cura e passione. Anzi, più che abbinarli semplicemente alle nostre birre, a me piace che siano composti anche dalle nostre birre. In questo modo i nostri prodotti freschissimi vengono valorizzati ulteriormente dalle birre che non servono solo a dissetarsi ma diventano un vero ingrediente.

Spaziando tra passato, presente e progetti futuri, quale segmento temporale è quello che preferisci?
Il presente, sembra assurdo, ma è così. Il presente perché è frutto delle nostre scelte passate, come quelle che compiamo oggi interverranno in maniera drastica sul nostro avvenire, che non sarà altro che il frutto dell’oggi. Quindi, occhio a fare il massimo possibile nel presente, senza scuse, senza troppe auto-assoluzioni, impegniamoci, ricerchiamo il bello, ciò che ci fa felici, per carità, ma propiziamoci la fortuna.

Un personaggio storico che ami?
Ovviamente, a giudicare già dal nome della mia birra, Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero e re del regno di Sicilia, ovvero del sud Italia. Amava così tanto il sud, il nostro clima, il nostro cibo, che preferiva di gran lunga starsene qui più che in Germania. Trasferì la sua corte a Palermo e la riempì di dotti, poeti, scienziati, matematici. Per non parlare delle meraviglie che lasciò qui in Puglia. Ne fece tante da guadagnarsi l’appellativo di Stupor mundi (meraviglia del mondo).

Tu che hai il dono di anticipare i tempi, cosa prevedi per il futuro?
Ma no, sono solo uno che si è impegnato molto per realizzare un sogno, un fine. Era vergognoso che in tutta la regione non ci fosse nemmeno un produttore di birra artigianale, vergognoso per la nostra terra, che amo immensamente.
Il futuro, invece, è così ballerino e instabile che non avrebbe senso avventurarsi in previsioni. Prendi quando abbiamo aperto, ad esempio, vent’anni fa. Fummo i primi, i terzi se conti quelli da Roma in giù. Bene, guarda ora che è successo: un’autentica esplosione di piccoli e piccolissimi birrifici che, lavorando al meglio, accrescono la richiesta di qualità da parte del consumatore finale, facendo in sostanza il bene di tutto il settore.

 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

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