​Il vino naturale torna al Pigneto: una giornata tra calici, mappe e strade aperte

Pubblicato il 14 aprile 2026

​Il vino naturale torna al Pigneto: una giornata tra calici, mappe e strade aperte

Il 9 maggio, al Pigneto, il vino naturale torna a circolare per strada. Non in senso figurato: la terza edizione di Quartiere Vino Pigneto riprende la formula dell’evento diffuso e la applica, ancora una volta, a uno dei quartieri più attraversati della città. Per qualche ora, dalle 16 alle 21, bar, enoteche e ristoranti diventano tappe di un percorso unico. Dentro, ai banchi d’assaggio, ci sono i vignaioli. Non stand istituzionali né padiglioni, ma luoghi già esistenti che per un giorno cambiano funzione. Si entra, si assaggia, si ascolta.


L’idea resta quella delle prime edizioni: mettere il pubblico a contatto diretto con chi il vino lo produce. In gran parte si tratta di realtà artigianali, spesso fuori dai circuiti industriali, che raccontano il proprio lavoro senza mediazioni. Il risultato è un formato ibrido, a metà tra degustazione e passeggiata urbana.

Le novità 

Rispetto agli anni precedenti, l’edizione 2026 introduce alcune modifiche logistiche. Due nuovi punti di ritiro del pass – necessari per ottenere calice e braccialetto – servono a distribuire meglio i flussi. Uno di questi è in Piazza Nuccitelli, destinata a diventare uno degli snodi principali della giornata.

Qui debutta anche VinArt, uno spazio parallelo dedicato a illustratori e creativi. Non è un’area accessoria: l’intenzione è integrare linguaggi diversi, affiancando al vino una componente visiva che occupa lo spazio pubblico e ne modifica il ritmo.

Un’altra novità riguarda la mappa dell’evento. Due percorsi consigliati – da nord a sud del quartiere – provano a rispondere a uno dei limiti tipici delle manifestazioni diffuse: l’affollamento disomogeneo. L’obiettivo è rendere più leggibile l’itinerario e distribuire meglio i visitatori.

Oltre al vino, resta la dimensione locale. Durante la giornata sono previste passeggiate gratuite curate da Associazione Bella Storia, che riportano l’attenzione sulla storia del quartiere e sulle sue trasformazioni. Un livello che affianca quello enologico senza sovrapporsi.

Anche le attività artigianali partecipano al tracciato. Botteghe e laboratori ospitano produttori e degustazioni, entrando a far parte del percorso. Non come contorno, ma come parte della struttura dell’evento.

Come funziona? 

Il funzionamento resta semplice: si acquista un pass (20 euro), si ritirano calice e braccialetto e ci si muove liberamente tra le tappe. Le degustazioni sono incluse e avvengono direttamente nei locali aderenti.

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scritto da:

Maggie Ferrari

I miei ricci parlano per me. Scatenata e bizzarra la notte, frenetica e in carriera di giorno. Toglietemi tutto ma non i miei apericena in centro e la malinconia del weekend, quando mi manca Milano.

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