Il locale giusto per chi segue il cuore, il gusto e… le papille!

Pubblicato il 3 febbraio 2020

Il locale giusto per chi segue il cuore, il gusto e… le papille!

Anche qui, come nel locale fratello "Birbacco", prima di accedere al Papilla si attraversa una zona all’aperto rettangolare. D’estate la zona esterna si anima di tavole imbandite, pronte e affollate di clienti alla ricerca di un angolo di fresco misto a buona cucina. La sua collocazione nella zona più esterna della città di Altamura lo rende facilmente raggiungibile anche dai visitatori dei paesi limitrofi (e di chi non ha proprio voglia di vagare per ore alla ricerca di un parcheggio per la propria automobile).

Mettiti comodo, al resto ci pensa Papilla


Una volta varcata la soglia mi sento già libera dallo stress quotidiano: la luce calda, ma sempre presente, ben illumina tutti gli angoli del locale di una vibe lounge senza esagerare. Il largo bancone è costellato di spillatori ed è, tra gli altri punti del Papilla, il quartier generale della serata, dove tutto viene pianificato e servito con rapidità e cortesia. Ogni serata ha il suo angolo specifico: quello della cena e quello della birra e delle chiacchiere.

Terra ed innovazione

Il rapporto con la terra natia è ben riconoscibile: dalla scelta degli ingredienti utilizzati per la preparazione di molti piatti principali, alla partecipazione ad iniziative ed eventi del territorio. A dimostrazione di un locale ed uno staff che punta sì all’innovazione ma che intende sempre rimanere con le radici ben salde a ciò che di buono abbiamo qui, intorno a noi. Non mancano rinfrescanti e interessanti sperimentazioni con grandi birrifici e non: queste dissetanti scoperte sono tutte da abbinare alla stuzzicante selezione di piatti a base di carne e di pesce del locale, sito in via Locorotondo.

Una festa per… le papille


Uno dei cinque sensi viene stimolato dalle papille gustative, la cui risposta è sicuramente maggiorata da tutti gli altri sensori percettivi. Una buona cucina può definirsi tale se riesce a soddisfare sia la bocca che l’occhio e qui, tutto questo è possibile: il nome sembra quasi un invito. Papilla, il prossimo protagonista della serata!

La puccia che non ti aspetti


La proposta food di questo locale è così vasta da non poterlo definire con un’etichetta “restrittiva”: si è liberi di spaziare da un semplice aperitivo a base di prelibatezze locali, ad hamburger a molto altro. A tal proposito, se hai fame, ti consiglio il loro hamburger di manzo di primo taglio da ben 180 grammi, scamorza affumicata sciolta, pancetta croccante, salsa barbecue (servito con un abbraccio di panino artigianale e contorno di patatine fritte). Ma il menù non si ferma qui: lo dimostrano i secondi, i contorni, i piatti unici ed i primi (come i sorprendenti spaghetti all’assassina preparati esattamente come la ricetta richiede).

Brindiamo al primo decennio!

Il 2020 segna l’inizio di un decennio nuovo e, per il Papilla, significa spegnere ben dieci candeline dal primo giorno di apertura. Un team giovanile e sempre in costante aggiornamento consente di annoverare questo locale tra quelli di tendenza, dove mangiare cibo di qualità e sempre legato alla nostra fruttuosa terra. Ne sono un esempio le pucce artigianali farcite con il meglio della carne e del pesce pugliese. Giusto per farti venire fame te ne cito due: la prima è una croccante puccia con polpo cotto bassa temperatura, zucchine marinate, pomodorini, menta e stracciatella. La seconda puccia è sempre a base di pesce e, in tutta sincerità, è un piatto così originale c’è è difficile trovarlo in un locale insieme a boccali di birre, calici di vino, hamburger e panini: gustosi gamberoni avvolti in un abbraccio di pancetta croccante, datterino giallo, maionese di mare e valeriana.


 

  • RECENSIONE

scritto da:

Federica Scaramuzzi

Sarà banale, ma adoro la pizza e i gattini del web. In compenso sono alla ricerca di locali insoliti e originali. Dalla Murgia alla Laguna.. sono cacciatrice ufficiale di hidden gems! Odio il piccante e adoro la pasta al forno barese (originale) di mia nonna Graziella.

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