Ad Ostiense c’è un pokè completamente diverso dal solito

Pubblicato il 15 settembre 2021

Ad Ostiense c’è un pokè completamente diverso dal solito

Quando la tradizione del cibo da strada giapponese incontra l’ultima tendenza dello street food mondiale. Un format vincente e molto appetitoso

Non smetterà mai di stupirmi Akira Yoshida, come già fece qualche anno fa con lo speciale ramen tonkotzu del suo Ramen Bar Akira. Oggi l’imprenditore, procuratore di calcio e ristoratore giapponese trapiantato in Italia, ha lanciato il suo secondo format vincente sempre nel quartiere Ostiense: Pokèdon. La filosofia di Akira è sempre la stessa: portare in Italia la vera tradizione della cucina giapponese e con Pokèdon ha voluto spaziare nel curioso ed ampio mondo della cucina da strada nipponica. Akira ha puntato tutto sul piatto di tendenza in assoluto più di moda non solo in Italia durante il periodo della pandemia, ma in tutto il mondo: il pokè. Nel marasma dei pokè romani, spuntati negli ultimi mesi come funghi (un po’ tutti uguali nella proposta e nel format e, lo confesso, ormai noiosi), quello di Pokèdon brilla di una luce particolare, dato che al momento su Roma (e credo in tutta Italia) è l’unico pokè ad essere preparato con i donburi, ossia i piatti streetfood tradizionali giapponesi che prevedono l’utilizzo della carne di maiale, di pollo, manzo o pesce, come l'anguilla. Il pokè che puoi mangiare oggi nella sede di Pokèdon di Ostiense a via del Porto Fluviale ( e da pochissimo anche nella nuova sede a Fontana di Trevi) è lo stesso che potresti trovare nei chioschi in strada a Tokyo. Ovviamente non mancano nel menu di Pokèdon anche le proposte di pesce, ma sempre nel rispetto assoluto della tradizione giapponese. In un momento dove ormai sembra che la moda del pokè stia perdendo colpi, quello di Pokèdon rimane una variante particolare, di ottima qualità, che di sicuro non annoia mai.

Un pranzo perfetto

La fortuna del pokè è che risulta uno dei piatti unici più equilibrati a livello nutrizionale, tra grassi, carboidrati e proteine, molto amato, quindi, dai nutrizionisti visto il basso livello calorico generale. Quello di Pokèdon, disponibile in due formati: regular da 250 g e small da 180 g, risulta quindi essere il pranzo perfetto per la giornata di uno studente o di un lavoratore.

Un menu per tutti i gusti: le proposte di pesce

Sono 6 le tipologie di bowls disponibili nel menu di Pokèdon, 3 lasciano spazio al tradizionale pesce: Aburi Salmon con salmone scottato, edamame, salsa di soia ed insalata. Poi c’è il coloratissimo Magurozuke con tonno crudo marinato in salsa di soia, ed infine il Sakura, con tonno crudo, edamame, rapa gialla, salsa di soia, pomodori pachino e insalata.

E le proposte donburi

Personalmente, tuttavia, ho un debole particolare per le altre 3 bowls del menu pokè di Pokèdon, quelle cioè che prevedono le ricette dei tradizionali donburi giapponesi. La prima è la saporita Butashio Don, che prevede la tenera carne di maiale saltata in padella con la salsa Shio, condita con cavolo, insalata, ravanello e carote. Poi ecco il sostanzioso Yakiniku Don, sempre con maiale saltato in padella in salsa Yakiniku. Infine, il mio preferito in assoluto: il Karaage Don, con bocconcini di pollo fritto, radice di loto, insalata e uovo sodo marinato alla soia.

Delizie da gustare anche a casa o in ufficio

Il locale di Pokèdon Ostiense è piccolino, con cucina a vista e pochi tavoli esterni. Seppure abbia il suo fascino mangiare nel cuore del quartiere Ostiense, Akira ed i suoi ragazzi si sono comunque attrezzati benissimo con un perfetto servizio di delivery e di asporto. Le consegne possono ormai arrivare in tutta Roma sia autonome che con le app Glovo, JustEat e Deliveroo, oppure basta prenotare la propria bowl al telefono e venire comodamente a ritirarla al locale all’orario stabilito.

Pokèdon, Via del Porto Fluviale, 3/E Roma – Tel. 0686673803

Foto gentilmente concesse da Pokèdon

  • RISTORANTI E CIBI ETNICI

scritto da:

Lorenzo Coletta

Romano, giornalista, dopo una prima esperienza di giornalismo radiofonico con l'agenzia Econews, ha cominciato ad appassionarsi al grande mondo dell'enogastronomia. Ha contribuito nel 2014 alla redazione della Guida dei Ristoranti di Roma di Puntarella Rossa edita da Newton Compton.

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