La mia cena tra musica dal vivo, cocktail d’eccellenza e cucina di pesce affacciati al canale della Giudecca

Pubblicato il 27 giugno 2022

La mia cena tra musica dal vivo, cocktail d’eccellenza e cucina di pesce affacciati al canale della Giudecca

Sindrome di Wandelust, ne hai mai sentito parlare? La “malattia del viaggiatore” definisce quel desiderio irrefrenabile di esplorare il mondo, il non riuscire a stare fermi in un posto, la voglia costante di novità. Ne “soffro” un po’ anch’io; ho sempre pensato che il fantomatico “lì fuori” fosse in qualche modo più interessante del mio quotidiano, ma c’è un posto, a solo una ventina di minuti da casa, che mi fa cambiare idea ogni volta, e mi fa ripensare a quanto io, tu, noi, siamo incredibilmente fortunati ad averlo così vicino. Sì, hai indovinato, è proprio Venezia.

Venezia ha indubbiamente qualcosa di magico; una volta messo piede fuori dalla stazione sembra di essere immersi in un mondo che funziona tutto per conto suo: non strade ma canali, non auto ma barche, non palazzoni ma meravigliosi edifici che nascono dall’acqua. Ogni volta che la do per scontata, me ne pento; mi rendo conto di conoscerla, ma mai abbastanza. In Giudecca, ad esempio, non ero proprio mai stata: per fortuna sono curiosa, perché proprio lì ho fatto una delle cene più suggestive di sempre.

Preso il vaporetto da piazzale Roma, dopo una decina di minuti col vento tra i capelli sbarchiamo alla fermata Palanca e ci incamminiamo verso Hilton Molino Stucky: abbiamo voluto regalarci una serata diversa dal solito, e, con l’occasione di una serata speciale con musica dal vivo, abbiamo colto la palla al balzo e prenotato.


Quando decido di fare una cosa, la faccio bene, per cui una volta arrivata all’Hilton, un antico mulino che attualmente ospita, oltre alla struttura alberghiera, tre ristoranti e un rooftop bar, siamo saliti all’ultimo piano a goderci un aperitivo panoramico prima di cena. Ho premuto il tasto dell’ascensore in direzione Skyline e una volta entrata nella terrazza sono rimasta davvero senza parole alla vista meravigliosa sull’isola. Il rooftop è per altro il più alto di tutta Venezia ed è una gran fortuna avere la possibilità di accedervi anche solo per sorseggiare un cocktail senza essere ospiti dell’hotel.

E che cocktail! Una volta chiesto di sbirciare il menù vi ritroverete con un libretto a forma di tavolozza in mano, dove i drink vengono suddivisi in base al colore: studiati al dettaglio, personalizzati negli abbinamenti tra ingredienti e presentati con estrema cura. Ci siamo fatte consigliare l’aperitivo dando piena fiducia agli esperti collaboratori: Top Collins per me, che amo i gusti fruttati, con vodka, succo di limone fresco, sciroppo aromatizzato al rosmarino, purea di fragole e bitter alla vaniglia, e Grain 24 per la mia accompagnatrice, con gin, liquore ai fiori di sambuco, succo di lime e melograno.


Abbiamo avuto anche occasione di assaggiare il Gin Stucky, creato apposta per loro con quattro botaniche provenienti dalla laguna veneziana: porcellana di mare, enula, santonico e finocchio di mare: decisamente interessante.


Per non perderci il tramonto sul canale, né l’inizio del concerto, siamo corse al piano terra (anche se, con quella vista, avremmo allungato volentieri il momento dell’aperitivo) verso i tavoli dei due ristoranti di Hilton affacciati all’acqua: Aromi e Bacaromi. Da un lato Aromi, per un’esperienza culinaria intima ed elegante, dall’altro Bacaromi, il locale che abbiamo scelto per la cena. Ci ha incuriosite particolarmente perché ispirato ad un tipico bacaro veneziano, ma con la cura nella preparazione dei piatti, la qualità negli ingredienti e la cucina ricercata di Hilton. L’interno di Bacaromi è tanto suggestivo quanto il suo esterno (il che è tutto dire, essendo affacciato al canale della Giudecca!), grazie all’atmosfera calda conferita dal legno, dai taglieri e dai piatti appesi alle pareti, che ricordano la Venezia della tradizione.


Il menù, infatti, presenta ogni tipicità veneziana, primi tra tutti i famosi “cicchetti”, che era impossibile non ordinare: un piacere per gli occhi come per il palato, tra sarde in saòr, polpette al sugo, baccalà mantecato su polentina grigliata, mozzarella in carrozza, pomodoro gratinato, soufflè di verdure, fiore di zucca in pastella, peperone ripieno, alici panate e crostini con salmone e soppressa.


Tra i primi piatti la scelta è stata dura, la maggior parte a base di pesce, ma che trovi solo sull’isola, come la mia pasta fresca con salsa alla veneziana: cipolla e acciughe, cotte così a lungo tempo da sfaldarsi e diventare tutt’uno, avvolgendo i bigoli come una crema, dal gusto deciso ma dolce.


Come secondo abbiamo scelto un misto di pesce planciato, seppioline, gamberi, trancio di salmone, calamaro e orata, accompagnato da patate al forno, e per finire, uscendo questa volta dalla tradizione, una cheesecake al limone molto fresca, anche se ci siamo ripromesse di tornare per assaggiare il loro tiramisù.


Come se la meravigliosa vista sul canale della Giudecca non bastasse a rendere la cena davvero memorabile, ogni portata è stata accompagnata dalle note eseguite dal vivo da un duo di artisti, piano e voce, che hanno dato vita al primo degli appuntamenti di Aromi e Bacaromi, con cadenza mensile, Taste & Soul: gusto e anima, esattamente i due punti che più vengono toccati da un’esperienza unica, ma a due passi da casa, come questa.

Skyline Rooftop Bar
Giudecca, 810
Telefono: 0412723316

  • CENA BLOGGER
  • RECENSIONE
  • COCKTAIL BAR

scritto da:

Beatrice Modugno

Trevigiana di nascita, studentessa a Padova, pugliese di famiglia. Quando non sono ai fornelli, mi trovi seduta al ristorante. Mangio ovunque e lo racconto a tutti: possiamo parlare di cibo anche per tre o quattro ore di fila.

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