I cocktail bar nascosti di Roma per bere bene
Pubblicato il 28 aprile 2026
Se c’è una città piena di segreti, quella non può che essere Roma. Quelli meglio celati sono ormai diventati misteri, altri sono segreti che sono fatti per essere. Dietro porte anonime, citofoni senza nome o ingressi che sembrano sbagliati, si nasconde una delle scene più vivaci della nightlife capitolina: quella dei cocktail bar “nascosti”. Anche se davvero nascosti non lo sono mai del tutto. Anzi, il bello è proprio questo gioco di equilibrio tra mistero e passaparola: li cerchi, li trovi, e una volta dentro capisci che in realtà erano un segreto mal celato, condiviso tra chi sa dove guardare. Qualcuno si autodefinisce speakeasy, in omaggio ai tempi del Probizionismo. E qui è necessario lo spiegone: quando nell’America degli anni Venti il consumo di alcol era vietato, proliferavano i locali clandestini in cui si serviva da bere illegalmente, accessibili solo conoscendo la parola d’ordine o passando attraverso ingressi discreti. Oggi il concetto è stato reinterpretato in chiave contemporanea: niente più illegalità, ma lo stesso fascino di un luogo nascosto, intimo e un po’ esclusivo, tutto da scoprire. Basta solo bussare alla porta giusta.

C’è un cuore rinascimentale che batte nel cuore di Roma, al ritmo della musica jazz. È Arciliuto, il jazz club con ristorante e cocktail bar che è una chicca nascosta proprio in un palazzo rinascimentale a due passi da piazza Navona. Si tratta di Palazzo Chiovenda, edificio del XV secolo progettato da Baldassarre Peruzzi, allievo di Raffaello, che, secondo la leggenda, qui ha vissuto nel suo periodo romano. Oggi l’arte ha lasciato spazio alla musica, sempre accompagnata da altrettanta maestria nella cucina e nella mixology. Quest’ultima è curata dal bar manager Salustio Freire, che nel suo lavoro si sente anche un po’ uno psicologo che sta lì per far star bene gli ospiti con un drink. È proprio ai sentimenti che si ispira la sua ultima drink list, che in 15 signature (compresi diversi analcolici e drink low alcohol) indaga i sentimenti che muovono le persone durante il giorno. Dalla giornata luminosa, che si apre alla potenza dei fiori, a quella dai contrasti più intensi, dolce e amara insieme, che trova il suo equilibrio in cocktail iconici come il Negroni. Cocktail “timeless”, spiega il bartender, che in un gioco di equilibrio ed eleganza rispondono al mood del momento.
Arciliuto, piazza di Montevecchio 5, Tel. 334 3706004

E sono proprio i cocktail “timeless” ad essere oggetto di studio al The Jerry Thomas Speakeasy fin dalla sua apertura, nel 2010. Jerry Thomas è stato un famoso bartender, noto come The Professor, il professore, fra i primi a codificare l’arte della miscelazione. A lui e alle atmosfere del Proibizionismo si sono ispirati i soci di questo locale nel cuore del centro storico. La porta d’ingresso con la maniglia a forma di gufo è ormai iconica, altrettanto hanno fatto scuola le divise e perfino barbe e baffi che da qui si sono diffusi in un’ondata di aperture in tutta Italia di speakeasy e secret bar. La miscelazione, però, qui non è secondaria all’estetica del bar: per i bartender romani quella di vicolo Cellini è anche conosciuta come una delle migliori scuole e far parte del team del Jerry Thomas è motivo d’orgoglio e dà la possibilità di “giocare” in un laboratorio all’avanguardia. Per chi frequenta lo speakeasy da ospite, il risultato al bicchiere sono drink di rara complessità e precisione tecnica, sempre con un omaggio ai classici intramontabili.
The Jerry Thomas Speakeasy, vicolo Cellini 30

Rimaniamo nell’orbita del centro storico, per andare a scoprire un locale nascosto a un passo da Campo dei Fiori. Un rifugio molto amato dal popolo della notte, dove si beve bene ed è il posto giusto anche per nascondersi, tanto che è un luogo spesso frequentato dagli attori di Hollywood di passaggio in città, che qui trovano la giusta riservatezza. Il nome di questo secret bar, Argot, è un termine francese che indica il linguaggio che fra il XIII e il XVII secolo si parlava in Francia nelle corti dei miracoli, ovvero nei gruppi di mendicanti e avventurieri delle città francesi. Uno spirito che viene ripreso nell’ambientazione e nella voglia di segretezza, ma chi è dietro al bancone non è affatto un avventuriero. L’attenzione qui è infatti tutta rivolta al buon bere e non si rimarrà delusi.
Argot, via dei Cappellari 93, Tel. 393 6291320

Sempre centro storico, fra una pizzeria storica e una trattoria romana, una porta di legno e vetro ci conduce in un luogo inaspettato. Il Wisdomless Club una vera e propria wunderkammer di un collezionista di fine ottocento, appassionato di esoterismo, di vecchi sport (ovvero sport tuttora in voga, ma praticati con attrezzi antichi per forme e materiali, come le pesantissime racchette di legno) e navigazione. È a quest’ultima che sono sempre dedicate le drink list, che ci portano su mari lontani, cullati come botti di rum che viaggiano dai Caraibi all’Europa. C’è anche una stanzetta segreta, sorpresa nella sorpresa e anche qui ogni angolo nasconde un dettaglio.
Wisdomless Club, via Sora 33, Tel. 06 68801823

In una stradina defilata di Trastevere, ecco un localino divertente in cui non solo si beve bene, ma basta bussare alla porta rossa per trovarsi immersi in un’atmosfera cinematografica da film di Bruce Lee. Non è un caso che si definisca “kung fu bar”, perché entrare da Led Dragon è un salto a piè pari in un Oriente immaginifico, con echi soprattutto della cultura cinese, ma in versione stereotipata. Su un maxischermo girano video di musica contemporanea cinese, le luci e gli arredi virano al rosso, i cocktail contengono tutti almeno un ingrediente che ci porti in Oriente. Volendo si può anche ordinare da mangiare e saranno serviti snack e piatti caldi in modalità “kombini”, i negozietti cinesi dove si può anche riscaldare una zuppa orientale al microonde. Un posto straniante, dove sentirsi come in Lost in translation.
Led Dragon, via dell’Arco di San Calisto 17, Tel. 393 658 3230

A due passi dal Colosseo, su via Labicana, un cocktail bar nascosto in quella che anticamente è stata prima una carboneria, poi una bisca clandestina dove si giocava d’azzardo. Oggi da The Race Club Speakeasy nessun azzardo, tranne quello di bere “sangue liquido” da una provetta o un cocktail da un biberon. Qui si gioca di richiami con i drink, grazie alla fantasia di due giovani fratelli romani, Diego e Dario Ferracani, che oltre a preoccuparsi che i loro ospiti bevano bene sono anche collezionisti (anche di chicche liquide, se siete appassionati di whisky, chiedete di vedere il loro assortimento) e cuori d’oro, visto che hanno sempre qualche iniziativa benefica attiva, collegata alla drink list.
The Race Club Speakeasy, via Labicana 52, Tel. 06 96044048

E se avete visto una lampada da barbiere accesa proprio a due passi dal The Race Club, vuol dire che è aperto anche il The Barber Shop Speakeasy, un altro famoso speakeasy romano che come si evince dal nome è nascosto dietro l’aspetto di un barbiere. Il posto giusto dove farsi fare barba e capelli, in maniera figurata, da Joy Napolitano e dal suo team, che propongono cocktail squisiti e spesso e volentieri anche serate di musica live. Il tutto anche qui in un’atmosfera un po’ anni Trenta, un po’ casa della nonna, con poltrone Chesterfield e un bancone di legno vecchio stile.
The Barber Shop Speakeasy, via Iside 2, Tel. 348 7975289
In copertina: Argot.
Foto tratte dalle pagine FB e IG dei rispettivi locali.
scritto da:
C’è chi faceva le figurine dei calciatori, chi, come me, farebbe quelle degli chef, dei pasticceri e dei bartender. Così, da oltre 15 anni faccio la bargiornalista gastronomica e sono diventata l’amica a cui tutti chiedono “mi consigli un posto per…”
Piazza Di Montevecchio, Roma (RM)