Un sogno che si realizza: portare la cucina tradizionale giapponese a Firenze

Pubblicato il 14 dicembre 2021

Un sogno che si realizza: portare la cucina tradizionale giapponese a Firenze

Tatsuhiko e Keiko raccontano la loro trattoria La Tana con le sue specialità a base di miso.

Raccontano: “La Tana è un sogno che si realizza. Volevamo aprire un locale nostro proponendo la cucina tradizionale giapponese e divenendo in un certo senso ambasciatori della nostra terra. Alla fine siamo riusciti a esaudire i nostri desideri”.

Tatsuhiko e Keiko sono marito e moglie e vivono a Firenze da oltre quindici anni. Hanno sempre lavorato nella ristorazione e hanno alle spalle diverse esperienze in ristoranti cittadini, ma da tempo accarezzavano l’idea di un progetto tutto loro. Un anno e mezzo fa il grande passo. Così è nata la Tana, ristorante che si trova in una posizione strategica, poco lontano dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella.

Qual è la filosofia del locale?


“Proponiamo una cucina giapponese di casa con sapori ricchi e intensi e ricette tipiche della zona di Nagoya da cui mio marito Tatsuhiko proviene - racconta Keiko -. Una cucina con uno stile “comfort food” tipico di quelle che in Giappone è chiamata izakaya. In pratica una sorta di trattoria. La nostra vuole anche essere la dimostrazione che c’è altro oltre al sushi e al sashimi tipico di tanti all you can eat. I nostri clienti possono provare tanti piatti diversi”.

C’è un piatto in particolare che caratterizza il menu? Qualcosa che vi differenzia nel panorama fiorentino?


“Tra le particolarità della Tana la presenza di una selezione di ramen decisamente interessante: accanto al miso ramen, si può provare il miso chashumen e il nagoya ramen che è la versione piccante. L’uso del miso è molto diffuso nella nostra cucina. A Nagoya è diffusa una varietà molto particolare, conosciuta e apprezzata. Il miso si ritrova anche in piatti come il sake saikyo yaki, ovvero il salmone grigliato marinato in salsa di miso e il misokatsu, la cotoletta di maiale accompagnata da salsa di miso. Si può assaggiare la nostra zuppa di miso anche nel menu giapponese con antipasto, portata principale e riso bianco”.

Ci sono altre specialità da provare?
“Ci sono le tebasaki, le alette di pollo di Nagoya si fanno fritte e poi vengono servite con una salsa dal sapore dolce".

Qual è la vostra proposta in termini di bevande?


"La carta delle birre punta sul Giappone, abbiamo poi una selezione di sake che nel corso del tempo si va affinando per soddisfare le richieste della nostra clientela. Abbiamo anche cominciato a preparare il tradizionale liquore di prugne, l'umeshu, da servire al tavolo. Anche per noi questo è un modo di trasmettere le nostre tradizioni”.

Cosa caratterizza il vostro locale oltre alla cucina casalinga?
"Di sicuro l’atmosfera che si respira in sala e il senso d’accoglienza che il cliente percepisce appena varca la porta d’ingresso. Cerchiamo di essere ambasciatori della nostra terra facendo conoscere non solo la cucina tradizionale ma anche la cultura e credo che questo il cliente lo percepisce molto bene quando viene la prima volta a mangiare da noi”.

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scritto da:

Raffaella Galamini

Sono nata a Viterbo ma Firenze con i suoi tramonti mi ha conquistato: da 15 anni abito in riva all’Arno. Qui scrivo, mangio, corro e scopro posti nuovi, non rigorosamente in quest’ordine. Il mio passatempo preferito è consigliare agli amici un ristorante da provare a cena o cosa fare nel week-end.

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