Turismo a Margherita di Savoia, la ricetta di Nicola Altomare e Paolo Defazio

Pubblicato il 16 luglio 2021

Turismo a Margherita di Savoia, la ricetta di Nicola Altomare e Paolo Defazio

Dopo un lunghissimo stop è arrivato il vaccino e con esso la promessa di poter tornare a viaggiare: quale sarà la ricetta giusta per tornare a viaggiare? Ce lo dicono i creatori di Caribe Beach.

È facile immaginare una vita vista mare quando si gestisce un lido come il Caribe Beach di Margherita di Savoia (Bt). Ma Nicola Altomare e Paolo Defazio, originari di Barletta, sanno bene che per accedere a tanto ben di Dio – mare pulito, spiaggia attrezzata con ogni comfort, ristorante climatizzato con un'offerta gastronomica appetitosa – c'è qualche ostacolo da superare.

Dopo la lunga reclusione per la pandemia, il vaccino ci ha permesso di mettere la testa fuori casa e di riappropriarci dello spazio. Ma la risalita è ancora lunga. Così abbiamo chiesto ai proprietari di Caribe Beach, lido nato nel 2006, qual è secondo loro la ricetta giusta per tornare a vivere la Puglia da viaggiatori. Preparate le valige, si parte!

Dopo un lunghissimo stop è arrivato il vaccino e con esso la promessa di poter tornare a viaggiare: quale sarà la ricetta giusta per tornare a vivere il turismo in Puglia?

Prima di tutto, noi pugliesi dobbiamo imparare a vivere il turismo che il nostro territorio ci offre, andando alla scoperta di quelle chicche poco famose, che la pandemia ci ha aiutato a scoprire attraverso internet. Ad esempio, la Riserva delle Saline di Margherita di Savoia offre uno spettacolo naturale straordinario, con panorami lunari, fenicotteri e cicogne, quest'anno giunte in zona in grandi quantità. Inoltre, dovremmo imparare a vivere anche spiagge diverse come questa estrema propaggine del comune di Margherita, dove abbiamo scelto di creare il Caribe Beach. In questa zona c'è un altro tesoro da scoprire...

Quale?

La cortesia degli operatori turistici, tipica del nord barese. Purtroppo il problema è organizzare un tour in queste zone, in cui si ha bisogno di almeno due settimane per scoprire meraviglie come il percorso dei manieri federiciani.


Cosa si potrebbe fare per risolvere il problema?

Il ruolo potrebbe essere ricoperto da tour operator e amministrazioni comunali, che hanno il compito di promuovere il territorio. Chi giunge dal Nord nelle nostre terre resta impressionato dalla ricchezza del territorio.

Il vostro Caribe Beach si trova nel cuore della riserva delle saline di Margherita di Savoia, una parte di regione frequentata da viaggiatori attenti. Cosa c’è da vedere qui in zona?

C'è l'ipogeo di Trinitapoli, tutta la zona di Canne della Battaglia con la sua storia. Basti pensare che negli Stati Uniti si tengono corsi all'università su questa innovativa strategia bellica adottata da Annibale, mentre in Italia è un episodio storico sconosciuto. Sempre lì, a Canne della Battaglia, c'è il Santuario di San Ruggero, con la sua fontana di acqua sorgiva. E poi, poco distanti, ci sono Barletta, Andria e tutto il circuito archeologico federiciano. Una chicca può essere la visita al golfo di Manfredonia, una delle zone più pescose d'Italia, con una marineria d'eccellenza e un panorama mozzafiato.


Il turismo enogastronomico è un driver sempre più importante per i viaggiatori di tutto il mondo: cosa non deve assolutamente mancare nell’esperienza sul vostro territorio e nel vostro lido?

Abbiamo dato grande rilevanza alla componente enogastronomica nell'offerta del nostro lido. Per questo abbiamo voluto le birre artigianali di Decimoprimo e siamo tra i pochi qui intorno ad offrire versioni sempre diverse dell'ormai celeberrimo polpo alla brace. Da non perdere anche la nostra pizza e la nostra focaccia impastata alla vecchia maniera, con le patate.



Accoglienza: c’è sinergia tra voi e le strutture ricettive?

Qui la logistica è il punto più complicato da gestire: è difficile che un b&b voglia convenzionarsi con noi, dato che lo stabilimento non può essere raggiunto a piedi. Ma siamo convinti che potrebbe nascere una collaborazione più proficua con altri centri limitrofi, che hanno voglia di investire e hanno bisogno di uno sbocco sul mare che noi siamo in grado di offrire.


Il futuro del turismo in Puglia: guardando al vostro territorio cosa c’è da fare e su cosa bisogna puntare?

Il nodo centrale sono le infrastrutture: è necessario collegare le città ai servizi. La strada che ci collega a Manfredonia è l’unica che porta sul Gargano. Qui le macchine si trovano a circolare insieme ai tir, senza segnaletica e con accessi a raso. È un tratto di strada pericoloso, che va migliorato. In più, i tour operator e l'amministrazione devono mettersi in ascolto delle necessità degli imprenditori del posto. Si potrebbe iniziare dal valorizzare la Bandiera Blu, un riconoscimento che altrove è diventato un richiamo di marketing. Ad esempio, sul Conero è evidenziato dappertutto, lo ripetono di continuo, te lo fanno respirare. Qui si pensa sia un riconoscimento politico, chissà perché... Basterebbe anche solo avere l'effige da esporre, per aiutare il nostro territorio a brillare come merita agli occhi dei viaggiatori che hanno voglia di scoprire la Puglia un po' più segreta.

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scritto da:

Stefania Leo

Giornalista e appassionata di cibo, amo vedere e raccontare tutte le storie che si intrecciano in un piatto. Cucino, leggo e non mi fermo davanti a nessun ingrediente sconosciuto: è solo il punto di partenza per un nuovo viaggio gastronomico.

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