Un nuovo modo di fare serata: la tendenza del soft clubbing arriva a Milano
Pubblicato il 9 gennaio 2026
Le regole del clubbing stanno cambiando: con una Generazione Z attenta e sostenibile, fare tardi la sera sembra ormai fuori moda. I ragazzi oggi cercano spazi reali dove incontrarsi e conoscersi sul serio, così nascono nuove modalità di aggregazione e socializzazione, dove il divertimento non passa dal caos, ma diventa più consapevole.
Nell’ultimo anno si è rapidamente diffusa una nuova tendenza, quella del soft clubbing che, già popolare nelle principali città europee, ha finalmente raggiunto anche Milano. Si tratta di un nuovo modo di divertirsi e “fare serata”, uscendo dai classici club e dalle discoteche (sempre più in crisi), abbracciando nuove modalità di fruizione musicale, meno disordinata e di qualità. Il termine è stato coniato dal giornalista britannico Yusuf Ntahilaja, per esprimere una tendenza che incontra le esigenze dei giovani, poco disposti a fare le ore piccole né a svegliarsi con il mal di testa. Insomma, gli orari cambiano, si balla alla luce del sole, non a notte fonda, si beve meglio o non si beve affatto. E questa nuova moda consapevole abbraccia altre realtà di tendenza, dai listening bar agli offline club, che negli ultimi tempi hanno conosciuto sorprendente successo anche qui da noi, rispondendo alla necessità di riscoprire l’autenticità dell’incontro dal vivo, del praticare attività concrete scoprendo luoghi originali dove a contare non è solo l’estetica. All’estero si balla musica elettronica a colazione, nei bar e nei bistrot, mentre si beve caffè e si mangiano brioche appena sfornate. Qui i primi progetti iniziano a prendere forma, incontrando gusti e preferenze di generazioni trasversali, anche quelle più adulte.

Interessante il ciclo di incontri presentato da Radio M2O, M2O morning club. Si tratta di un format particolare, dalle vibes fortemente internazionali, un soft club mattutino: cinque domeniche da passare tra musica e brunch alla Fabbrica del Vapore, all’interno del Bar Vapore 1928 (via Messina 26), con una selezione di musica elettronica curata da dj e musicisti, noti ed esordienti. Gli appuntamenti sono fissati per il 18 e il 25 gennaio, il 15 febbraio, l’8 e il 22 marzo, dalle 10.00 alle 15.00; tutti gli eventi sono gratuiti fino al raggiungimento della capienza, i biglietti possono essere prenotati su DICE.

Un locale interessante è Mogo, ormai noto listening bar milanese nel quartiere Isola (più precisamente in zona Farini, in via Bernina 1C) è uno spazio ibrido che unisce ristorazione e programmazione musicale con una coerenza rara nel panorama meneghino. Il brunch del weekend è uno dei momenti centrali: si mangia, si beve e intanto la musica (sempre affidata a selezioni curate) accompagna il pomeriggio, creando un contesto informale e vivace. La sera il locale cambia ritmo ma non approccio: dj set, cocktail ben preparati e un impianto audio di alto livello restano al centro dell’esperienza, con una proposta musicale che spazia tra house, elettronica e contaminazioni più soulful. Da consultare, la sezione eventi, con frequenti serate dedicate il sabato sera (dalle 17.00 alle 22.00).

Quella del soft clubbing, come anticipato, abbraccia un altro trend, quello del no-low alcol (vi abbiamo già parlato dei migliori indirizzi milanesi dove bere mocktail impeccabili), in crescita tra i giovani che preferiscono restare sobri anche il sabato sera senza rinunciare al divertimento, che diventa solo più sobrio e meno chiassoso (bella presa di posizione o frutto della rigida società iper-performativa?). A Milano questa sensibilità si traduce in una nuova attenzione verso ciò che si beve: cocktail a bassa gradazione, miscelazioni analcoliche complesse, fermentati e bevande funzionali entrano nei menu non come compromessi, ma come scelte puntuali. Il drink smette di essere uno strumento di evasione e diventa parte di un’esperienza più lucida e interessante, compatibile con serate che iniziano presto e si consumano alla luce del giorno. In questo scenario, ballare senza sballarsi non è più un’eccezione, ma una possibilità normalizzata, che ridefinisce il rapporto tra corpo, musica e socialità, spostando l’attenzione dall’eccesso alla presenza, senza per questo rinunciare al piacere.
Fotografie interne di Mogo e Bar Vapore 1928
In copertina: Mogo.
Foto tratte dalle pagine Fb e Ig.
scritto da:
Milanese dalla nascita, amo ballare, viaggiare e mangiare. Mi piace la poesia, il cinema e il buon vino (soprattutto se bevuto in compagnia). Odio la convenzionalità e la monotonia mia annoia. Di giorno scopro il mondo, di notte dormo poco e scrivo tanto.