Sacro e Profano a San Giovanni, quando il ristorante diventa doppio

Pubblicato il 22 giugno 2020

Sacro e Profano a San Giovanni, quando il ristorante diventa doppio

Esperimento interessantissimo nel panorama gourmet romano. All’Appio Latino ecco un ristorante contemporaneo dalla doppia anima, tradizionale e innovativa. C’è da divertirsi a tavola.

Di ristoranti “doppi” nella mia vita ne ho incrociati tantissimi, anche tripli e quadrupli, dall’osteria di mare con pizzeria annessa, al cinese-thai-giapponese. Il risultato, spesso, è un’enorme confusione a tavola di culture e filosofie diverse. E poi mi è capitato di entrare da Sacro e Profano a via Siria, nel cuore del quartiere Appio Latino e lì ho capito che la doppia identità, se studiata e proposta nei modi giusti, non solo poteva rivelarsi una carta vincente per un ristorante, ma addirittura un esperimento totalmente innovativo, che – sono certo – farà la storia.

Perché Sacro e Profano

Il nome del ristorante dà già l’idea del concept. Siamo di fronte a due filosofie, due concetti diversi, ma non opposti di ristorazione, tutti nello stesso spazio. Il Sacro è il luogo e la memoria della tradizione, quella pura, quella delle nostre terre e delle nostre coste, la tradizione delle cucine delle nostre mamme, nonne e zie, perché l’identità di un popolo si costruisce anche e soprattutto a tavola. Il Profano, al contrario, è il regno della rielaborazione, dell’invenzione e della fantasia e dell'azzardo, cardini assoluti della cucina contemporanea italiana, ma qui comunque saldamente legati da una radice comune tradizionale. Il bello è che le due identità non si identificano solo nei piatti e nel menu, ma anche nella location, con arredo e design uno completamente diverso dall’altro. Altro concetto fondamentale: le due identità di Sacro e Profano non vivono separate l’una dall’altra, ma si mischiano e si reinventano l’una con l’altra. Perché l’identità è sempre la stessa, anche se si sdoppia, perché l’una non può fare a meno dell’altra.

Chi c’è dietro il progetto

Due osti contemporanei, Nicola e Francesco, ognuno con un percorso diverso, ma con un amore comune e smisurato per il buono e il bello della cultura gastronomica italiana. Per Sacro e Profano hanno girato in lungo e in largo il nostro Paese, scoperto i tesori della tavola nascosti tra le colline, le valli e le spiagge. La loro ricerca certosina dell’eccellenza assoluta, che continua ancora oggi senza sosta, li ha portati a concepire Sacro e Profano.

Il Sacro

Entriamo nel dettaglio con l’area Sacro del ristorante. Una sala arredata in stile minimal, ma pieno di calore, con tanto legno e tanta pietra che ci circondano. I piatti sono quelli della grande tradizione italiana, con uno spazio importante dedicato alle regioni. Taglieri, supplì, carbonara, la base è senza dubbio quella laziale e romana, poi si spazia da regione a regione, con menu temporanei dedicati alle singole regioni che cambiano durante l’anno composti dai piatti simbolo.

Il Profano

Il Profano è il luogo della rivisitazione, della fantasia, dell’azzardo, della libertà fuori dai canoni classici della cucina tradizionale, pur rispettando la storia e cultura della tradizione. Qui tutto si tinge di contemporaneità, a partire dal design della sala, dove antico e moderno si mischiano in uno stile totalmente innovativo e mai forzato. Il menu Profano propone, dunque, ricette rivisitate in chiave fantasiosa e moderna. Un esempio è la Carbonara di Gasperino – a mio avviso il cavallo da battaglia del locale-, una riproposizione decisamente “dadaista” del grande classico romano, un piatto intelligente e allo stesso tempo gustosissimo.

Come vivere il locale

Non pensare che le due identità vivano completamente separate l’una dall’altra. Il bello di Sacro e Profano è proprio la convivenza tra le due facce. Il mio consiglio per godersi appieno il locale è quindi quello di mescolare tutto, vivere un po’ di sacro e un po’ di profano, ordinando piatti spaziando tra i due menu. Certo, ognuno di noi può preferire una sponda o l’altra, ma è proprio questo il bello, chi vive di Sacro non può vivere senza il Profano, e viceversa.

Una menzione speciale alla cantina

Nicola e Francesco hanno pensato e studiato ogni minimo dettaglio dell’offerta del loro locale e non si può non citare la loro carta dei vini. La scelta è stata quella di appoggiarsi e di affiancare la FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. La loro carta dei vini, dunque, è interamente composta da realtà totalmente indipendenti e di piccola produzione, frutto di un ampio e minuzioso lavoro di ricerca sul territorio. Si può bere una bottiglia grandiosa senza spendere un occhio della testa, perché giustamente una gran bella esperienza a tavola non deve essere per forza direttamente proporzionale al portafogli.

Sacro e Profano, via Siria, 16 Roma – Tel. 0655136181

Foto gentilmente concesse da Sacro e Profano

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scritto da:

Lorenzo Coletta

Romano, giornalista, dopo una prima esperienza di giornalismo radiofonico con l'agenzia Econews, ha cominciato ad appassionarsi al grande mondo dell'enogastronomia. Ha contribuito nel 2014 alla redazione della Guida dei Ristoranti di Roma di Puntarella Rossa edita da Newton Compton.

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