INDIRIZZO:

Via Scirè, Roma (RM)

ORARI:

aperto 20:00 → 23:00; chiuso lunedì.

TELEFONO:

3938902073

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DA MANGIARE:

Cucina molecolare, cucina gourmet, giochi di sapori, inganni di gusto, menu degustazione

DA BERE:

Oltre 560 etichette di vini nazionali ed esteri

REVIEW 2NIGHT

Un piccolo ristorante bistrot del quartiere Africano propone una delle esperienze più grandi ed importanti del panorama gastronomico gourmet romano. Etienne Bistrot è il regno dello chef –ingegnere Stefano Intraligi, già ex collaboratore del tristellato Heinz Beck, oggi alla guida di questo locale che propone un’esperienza di cena fine dining unica nel suo genere. Un ristorante totalmente sui generis dove viene proposto un menu degustativo unico dal nome “Autoritratto” dove si ripercorrono portata dopo portata tutte le tappe della vita dello chef, le sue emozioni, i suoi gusti, le sue passioni. Tanta tecnica, ovviamente, vista anche la formazione scientifica di Intraligi (laureato in ingegneria meccanica), la sua cucina spazia dal molecolare all’”inganno”, prende in gioco tutti i sensi umani, compreso l’udito (tutte le portate del menu sono accompagnate da un brano musicale che il commensale ascolterà durante l’assaggio). Un’esperienza sensoriale totale, dunque, quella che si proverà venendo a cena in questo ristorante, davvero avvolgente ed intrigante. Altro aspetto di Etienne Bistrot è la Vinery, con una cantina arricchita continuamente e che oggi può vantare oltre 560 etichette di vini nazionali ed esteri tutti personalmente selezionati da Intraligi. Oltre al bistrot, quindi, Etienne propone aperitivi gourmet con vini selezionati, taglieri di formaggi e salumi particolari, oltre ad un’esperienza di wine pairing molto particolare da aggiungere al menu degustazione.

Estate 2024

  • RISTORANTE
PROMOTIONAL REVIEW

Una sera indimenticabile da Etienne a Roma, dove una cena diventa un percorso d’arte totale

Così come nell’universo artistico, anche in quello gastronomico vale l’incognita su cosa differenzi un’opera d’arte da quella di ottimo artigianato. Io, poi, che continuo a provare ristoranti e ad assaggiare centinaia di piatti ogni anno, spesso questa domanda me la pongo. La risposta a mio avviso è meno complicata di quanto si possa immaginare: l’opera di artigianato trasmette emozioni a chi la guarda, o la “assaggia” in questo caso, l’opera d’arte oltre a trasmettere emozioni, le ricrea agli...

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