Perché tornare nei ristoranti di Sant'Ambrogio se sei un fiorentino doc

Pubblicato il: 22 luglio 2020

Perché tornare nei ristoranti di Sant'Ambrogio se sei un fiorentino doc

Fiorentino bello, è ora di darsi una mossa! Dopo mesi di chiusure forzate, riscoprire il fascino della città che più di tutte ha animato la letteratura, la storia e la cultura italiana, per te che hai la fortuna di viverci, è d’obbligo. E come farlo se non partendo dalla tavola e rifugiandoti nei ristoranti del centro storico di Firenze, dove mangiare bene è sempre stata una garanzia, prima, dopo e pure durante la quarantena? Di autentiche chicche culinarie sono autori gli chef dei caratteristici ristoranti di Sant’Ambrogio, quartiere vivace e meta dei fiorentini più veraci.
La riscoperta della città comincia da qui. Perché?
- Per la vita di quartiere, che un po’ ti mancava - dì la verità -, tra negozi, botteghe e i ristoranti che hanno abbracciato in toto la tradizione o l’hanno rispolverata arricchendola di tocchi inediti.
- Per aiutare questi stessi locali a rialzarsi, loro che di turismo ci mangiano e stanno risentendo pesantemente dell’emergenza anche post riapertura. Ma, nello stesso tempo, l’assenza di turisti è l’occasione per vedere Firenze in modo nuovo. Da buona veneta, confermo che Venezia non mi è mai sembrata più affascinante come nei giorni immediatamente a ridosso della fine del lock down più serrato. Potessi, ci ritornerei io a vivermi Firenze in solitaria.
- Perché è estate e molto spesso si può mangiare all’aperto e con vista su chiese e palazzi antichi di cui probabilmente ignori la storia. E perché i ristoranti hanno ideato speciali menu estivi per fronteggiare il caldo con la forchetta in mano.
- Perché Firenze è Firenze e questo basta per avere una gran voglia di fare due passi in Sant’Ambrogio, tra un mercato e l’altro, tra una viuzza e l’altra, tra un ristorante e l’altro, senza inciampare in folle di turisti meravigliati da tanta bellezza.
Ecco perché andare a mangiare in questi sei ristoranti di Sant’Ambrogio se sei un fiorentino che ama Firenze.

Per l’atmosfera familiare

Se ti piace la classica atmosfera da trattoria, dove sentirti come a casa, La Pentola dell’Oro è tra le mete da provare, sempre che tu non l’abbia già fatto. Infatti, il ristorante a conduzione familiare ha una lunga storia alle spalle, il che è testimoniato dagli ambienti, rimasti inalterati nel tempo. Sedie impagliate e tavoli in legno, soffitto in mattoni e pavimento a spina di pesce. In cucina il menu è casalingo e riprende le tipiche ricette della nonna, pur con qualche guizzo di novità. Lo chef Matteo ha curato una serie di proposte più estive da consumare nel nuovo spazio all’aperto inaugurato dal locale con la bella stagione; i tavolini all'aperto si trovano proprio di fronte all'ingresso. Ci sono sia proposte di terra che di mare, come il tortello fatto in casa ripieno di melanzane e mozzarella di bufala con datterino giallo e basilico (in foto), le pennette anatra, taccole e pomodorini o il timballo di parmigiana con gambero crudo, per un nuovo menu da gustare dall’antipasto al dolce.
La Pentola dell’Oro, Via di Mezzo 24 – tel: 0550457527

Per il gusto fusion

Se sei fedele alle origini, ma non disdegni la novità, Trattoria Accadì – Iyo Iyo è il giusto compromesso. I due locali, uno di fronte all’altro, hanno in comune lo stesso proprietario, Toshi, giapponese di nascita e fiorentino di adozione. Da Accadì tutto risponde al richiamo della tradizione, dall’ambiente retrò alle proposte in menu, ad esempio gli gnudi, la pasta fatta in casa, la trippa e il peposo; Iyo Iyo, invece, è il regno del Giappone casalingo, dove mangiare specialità tipicamente giapponesi e, al contempo, piatti fusion, a metà tra oriente e Toscana, come il lampredotto don. Accadì ha messo a punto un menu estivo fatto di grandi classici: la caprese e i crostoni ricotta, olive e acciughe, la panzanella croccante (in foto) e la trippa servita tiepida con crostini di pane. In alternativa c’è il sushi, adatto a tutte le stagioni.
Trattoria Accadì – Iyo Iyo, Borgo Pinti 56 – tel: 0552478410

Per l’esperienza “a 8 mani”

La mission di Trattoria San Pierino, non lontano da Piazza Sant'Ambrogio, è all’incirca quella che si pone questo articolo, ovvero far ritornare i fiorentini a mangiare in centro storico, soprattutto alla sera. A perseguire l'obiettivo, quattro professionisti del settore, Antonio, Gianluca, Roberto e Vincenzo, che hanno messo la loro esperienza al servizio del ristorante. Risultato? Una cucina tradizionale aperta a nuove combinazioni, ad esempio le tagliatelle con gamberi e tartufo, un accostamento originale. Un punto di forza, infatti, è la pasta fatta in casa, da accompagnare con sughi diversi secondo stagione; un piatto tipicamente estivo e inserito nel nuovo menu sono i ravioli di bufala al pomodoro fresco e basilico (in foto), oppure ci sono i ravioli di ricotta e limone al tonno fresco o il flan di zucchine con salsa di pecorino in crosta di parmigiano. Il locale è adatto anche per pranzi veloci - per questo è molto frequentato dai lavoratori della zona - e ha a disposizione anche dei tavoli all’aperto.
Trattoria San Pierino, Via dell’Oriuolo 18/r – tel: 0552001225

Per la creatività

La formula vincente è seguire la strada vecchia, ma con occhio attento a ciò che ci gira intorno; è un po’ questa la filosofia di Osteria Borgo La Croce, dove il classico fa da padrone, senza tralasciare, tuttavia, la creatività. Così i coccoli, tradizionalissimi, vengono farciti con mortadella e spuma al pistacchio, risentendo di influenze meridionali, e al posto dei crostini c’è il pan brioche, con fegatini, fichi secchi e cipollotti caramellati al vin santo. La pasta è fatta in casa, ma le tagliatelle sono al cacao. Ora che siamo in estate è possibile accomodarsi nella piccola corte all’ingresso del ristorante o mangiare lungo la via, magari un piatto di fusilli col pesto di melanzane, stracciatella di bufala aromatizzata alla menta e pinoli tostati (in foto), una tartare di scottona o gli spiedini bicolore di salmone con avocado e salsa di soia, proposte fresche da accompagnare a dell’ottimo vino di aziende di nicchia e senza solfiti.
Osteria Borgo La Croce, Borgo La Croce 16 – tel: 0554937325

Per la storia

A fare da sfondo e da protagonista a Osteria del Calciante è la storia, di uno sport - il calcio storico fiorentino -, di una città - Firenze, appunto - e di una cucina - quella tradizionale. Alle pareti le immagini dei calcianti, a tavola la vecchia cucina fiorentina. Anche i nomi dei piatti sono un omaggio al calcio: la carbonara degli Azzurri di Santa Croce, il risotto dei Verdi di San Giovanni o la braciola dei Rossi di Santa Maria Novella. Piatti difficilmente trovabili in altri ristoranti sono qui delle costanti, ad esempio le penne al ragù di gallo del contado fiorentino, frattaglie, bacche di ginero e alloro (più un ingrediente segreto) - in foto - o il cervello fritto. Anche i vini, ovviamente, sono toscani. Se sei un affezionato della tradizione, l’Osteria del Calciante è una tappa obbligata. Durante l’estate, poi, ci sono anche dei tavolini all’aperto dove prendere un aperitivo, magari con degli ottimi crostini toscani o del pollo fritto con il rosmarino a seconda dell'inventiva dello chef.
Osteria del Calciante, Borgo Allegri 68/r – tel: 0552479559

Per la cucina italiana a 360°

Autentiche sciccherie quelle proposte in menu da Adagio, ristorante dove mangiare diventa un’esperienza da vivere assaporando ogni singolo boccone… con calma. L’attenzione agli ingredienti di partenza, tassativamente di stagione e di produttori italiani, è la base dei piatti gourmet in menu, che pure rimandano alle tradizioni regionali di tutta Italia. Puoi trovare, infatti, tanto gli anellini di pasta fatta in casa con ragù di lampredotto, quanto le friselle con pomodori confit e mozzarella di bufala o la scaramella alla milanese con tartare di gambero, chiffon di sedano e maionese al limone. La chef Chiara Mercurio punta tutto su una cucina italiana autentica e sulla riscoperta dell’enogastronomia del nostro Paese, pur rivisitando le ricette in chiave moderna. Operativi solo a cena fino al 31 luglio - data di chiusura e arrivederci a settembre - è possibile mangiare all’aperto sui tavoli che guardano in Via dei Macci.
Adagio, Via de’ Macci 79/r – tel: 0550517094


Foto di Accadì di Matteo Rovella per 2night
Foto di La Pentola dell'Oro, Osteria Borgo La Croce e Osteria del Calciante courtesy del locale
Altre foto interne dalle pagine Facebook dei locali
Foto di copertina  "Piazza dei Ciompi - Firenze"
This work, "Piazza dei Ciompi - Firenze", is a derivative of "Piazza dei Ciompi. Inaugurazione della piazza riqualificata nel settembre 2018" by Manuelarosi, used under (CC BY-SA 4.0). "Piazza dei Ciompi - Firenze" is licensed under (CC BY-SA 4.0) by Giorgio Govi. The original shot has been adapted to the format of the article and faces have been blurred. 

  • VITA DI QUARTIERE
  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI

scritto da:

Annalisa Toniolo

Abitudinaria e noiosa, a tratti eccentrica e briosa: bipolare, forse. Quella dell’aperitivo delle 18.30 spaccate nel solito posto, ma anche quella che, nel cenare due volte nello stesso locale, ci vede un’occasione sprecata. A dieta, sempre, ma solo dal lunedì al venerdì.

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